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Aggiornato al: 17 Ottobre 2019 11:00
Sostenibilità
Granarolo spinge l’acceleratore sullo sviluppo sostenibile

«Il drastico cambiamento che sta interessando l’allevamento da latte – dichiara Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo – sta ridisegnando i profili dei principali distretti produttivi: il mondo agricolo saprà essere il vero protagonista di questo processo quanto più saprà evolversi nella responsabile consapevolezza del proprio ruolo strategico. Come Granarolo vogliamo promuovere un'offerta alimentare di qualità, che sostenga la crescita dei produttori, preservando le nostre risorse naturali».

Questo l’assunto di base di Granarolo, che ha aperto una riflessione sulle politiche di sostenibilità legate alle filiere agricolo alimentari, valore e patrimonio del territorio italiano, alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio, con i contributi del Prof. Enrico Giovannini, portavoce di Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis dell’Università di Roma “Tor Vergata”, Fulvio Guarneri, presidente Unilever Italia, e Ettore Prandini, presidente Nazionale Coldiretti.

L’iniziativa è nata dalla consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dall’urgenza di decisioni importanti da parte delle aziende alimentari e delle istituzioni attraverso interventi sistemici sulle filiere produttive. Concretamente questo può essere raggiunto attraverso leggi che favoriscano la durabilità dei prodotti e il loro mantenimento, insieme a una tassazione che non colpisca il lavoro, ma l’energia e i materiali utilizzati. L’obiettivo è quello di creare attori responsabili lungo tutta la filiera. Per tale ragione il progetto è stato allargato a imprese agricole e lattiero-casearie e a istituzioni nazionali e regionali.

Il Gruppo si pone tre obiettivi legati al 12° goal di sviluppo sostenibile: benessere animale, riduzione della plastica e iniziativa anti-spreco in sinergia con istituzioni e consumatori.

Il primo ha lo scopo di raggiungere un punteggio minimo di 70/100 di benessere animale per tutte le stalle della filiera Granarolo-Granlatte già certificate, accompagnato da una più attenta gestione dell'uso dei farmaci finalizzata alla riduzione degli stessi e alla migliore efficacia terapeutica. Sono stati quindi pianificati incontri di formazione con gli allevatori di tutte le regioni in cui Granlatte-Granarolo è presente e incontri con crediti formativi con i veterinari aziendali. Dal 2017 la Cooperativa Granlatte ha avviato con CSQA un programma sul miglioramento del benessere animale, che ha portato nel corso del 2018 alla certificazione sul Benessere Animale in allevamento CSQA DTP122 n. 53024 tutti gli allevamenti. In parallelo si lavorerà con i veterinari aziendali per introdurre pratiche preventive ed una gestione dell'uso dei farmaci orientata alla migliore efficacia terapeutica e alla riduzione degli stessi.

Il secondo obiettivo, invece, punta alla riduzione della plastica: -3.787 t di CO2 eq. in 3 anni corrispondente all’illuminazione annua di una città di 54.726 abitanti. Le azioni che verranno messe in atto, riduzione drastica del peso degli imballaggi primari e secondari e uso di plastica riciclata sulle bottiglie di latte e sulle confezioni dei formaggi, recupero degli imballaggi del latte reso da mercato e sperimentazione materiali alternativi alla plastica. In parallelo Granarolo vuole creare dei meccanismi premianti con consumatori e retailer che possano incentivare la raccolta e il riciclo di plastica. Già dallo scorso marzo il Gruppo ha lanciato sul mercato la prima bottiglia di latte in Italia con il 20% di plastica riciclata, da giugno si arriverà a 25% ed entro fine anno al 50% su tutte le bottiglie.

Infine, il terzo obiettivo prevede un piano anti-spreco su latte e latticini, già avviato da Granarolo, lavorando in sinergia con istituzioni, clienti e consumatori. Il risultato a cui ambire insieme è -10% di resi da mercato italiano (stimando in 123.000 tonnellate il reso da mercato di latte e latticini freschi in Italia) che corrispondono a -1.400 t di CO2 eq cioè all’illuminazione annua di una città con circa 20.000 abitanti. Ciò potrà essere ottenuto mediante l’allungamento delle shelf-life dei prodotti, sviluppo di campagne per una gestione più sostenibile dei prodotti in casa, per promuovere nuovi usi per gli articoli in scadenza e per un corretto smaltimento. Latte e derivati contribuiscono in larga parte allo spreco alimentare. Possono rappresentare fra il 4 e l’8% del venduto della categoria. Attualmente nella migliore delle ipotesi il prodotto ritirato dai punti vendita, nel rispetto della catena del freddo, pur essendo ancora integro, può essere recuperato come sottoprodotto da indirizzare all’alimentazione animale.

09 Luglio 2019
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