di Luca Salomone

Illimity Sgr dovrebbe investire in Zerbinati tramite Illimity credit & corporate turnaround fund, lo stesso che ha affiancato Noberasco nel proprio rilancio.

Lo riporta un avviso al mercato dell’Antitrust pubblicato ieri, 18 giugno: «’L’operazione – si legge - consiste nell’acquisizione del controllo congiunto di Zerbinati da parte di Illimity società di gestione del risparmio e di Giorgio Enrico Zerbinati. Attualmente Zerbinati è controllata, in via esclusiva, da Giorgio Enrico Zerbinati, per il tramite di una partecipazione azionaria pari al 75,5% del capitale sociale».

L’azienda alessandrina, specializzata, come è ben noto, nei prodotti di quarta e quinta gamma e nei piatti pronti freschi a base vegetale, è stata fondata, più di 50 anni fa, da Ferdinando Zerbinati, e conta oggi un’offerta molto ampia, di oltre 180 articoli.

Gli ultimi dati camerali disponibili, relativi al 2021, segnalano un fatturato superiore ai 38,2 milioni di euro e un utile di 12.702 euro. L’organico è di 205 persone.

L'azienda stessa ha precisato, a Distribuzione moderna, che: «A seguito della pubblicazione dell'Avviso di operazione sottoposta a valutazione dell'Autorità - ai sensi dell'art.16 della legge 287/1990 sul sito dell’Agm, relativa all'Acquisizione, da parte di Illimity Società di gestione del risparmio Spa e Dott. Giorgio Enrico Zerbinati del controllo congiunto di Zerbinati Srl - Zerbinati stessa – leader in Italia nella produzione di insalate e verdure fresche e di piatti pronti al consumo –, nella persona di Simone Zerbinati, direttore generale, conferma il dialogo in corso tra le parti e la volontà di portare avanti un iter di sviluppo condiviso. Al momento l’operazione non è in alcun modo conclusa, né tanto meno ufficiale. In caso di sostanziali sviluppi futuri sarà cura delle parti fornire maggiori dettagli».

Concludiamo con qualche accenno al mercato. Secondo Unione italiana food il settore della IV gamma, in base ai dati Circana, ha chiuso il 2023 in chiaroscuro. Infatti, se le verdure pronte al consumo, rispetto al 2022, hanno avuto un giro d’affari sostanzialmente stabile di 1,054 miliardi di euro (+0,2% sul 2022), hanno però ceduto il 4% a volume. Migliori i risultati della frutta di IV gamma, ma comunque allineati: 50,134 milioni di fatturato (+5,4% sul 2022), con un -0,6% a volume, rispetto all’anno precedente.

«Questi risultati – scrive Uif - emergono in un contesto economico estremamente sfidante per tutti i mercati e in particolare per l’ortofrutta, che ha visto significative perdite di quote, a causa dei cambiamenti nei comportamenti di acquisto. Le strategie mirate e la costante preferenza dei consumatori per prodotti freschi e comodi in quanto pronti, hanno permesso di contenere la diminuzione dei volumi di vendita rispetto ad altre categorie ortofrutticole, evidenziando la capacità di adattamento di questi beni a condizioni di mercato impegnative».